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Collana: Narratori Senza Confini
I RACCONTI DELLA TERRA DIMENTICATA
Racconti di Çlirim Muça

 I Racconti Della Terra Dimenticata - Copertina

Prefazione di Andros
Copertina di Andros
© 2006 Albalibri editore
155 Pagine
€ 10,00


 



Un caleidoscopio di storie e personaggi dai nomi che suonano così strani per un italiano; conosciamo così Gjon, Artasan, Loni, Like, Bake e tutti i protagonisti degli indimenticabili racconti della terra dimenticata, che, con una prosa asciutta, precisa ed essenziale, nitida come un cielo primaverile, ci narrano di storie umane, ricche di passioni, stranezze, amori, errori e dolori, come sempre fanno le storie degli esseri umani, a prescindere da qualsiasi permesso, di soggiorno o di camera da letto che sia... Ma soprattutto conosciamo l'altra faccia di Çlirim Muça, quella del narratore che, smessi momentaneamente i prolifici panni del poeta, ci regala tanti spicchi di vita, che si scompongono e si ricompongono, a formare la grande e succosa "arancia" che noi chiamiamo "Terra".

Andros




Il portinaio



Ecco, sono pronto. In giacca e cravatta, la mia uniforme insomma. Sono le nove meno un quarto. Di solito cominciano ad arrivare verso quest'ora ed io devo essere sorridente con tutti. Fa parte del mio lavoro. Un sorriso grande così. Il fioraio di fronte vende fiori, io regalo sorrisi, disponibilità e in cambio ho il mio rendiconto mensile. Arrivano. Buongiorno, dottore. Buongiorno...
Buongiorno, signorina. Buongiorno!
Salve!
Ciao.
Ah, ah. Grazie, grazie...
Buongiorno, ragioniere...
Dottoressa, buongiorno.
Ah, professore. Buongiorno, professore. Le casse di vino le ho portate su in studio ieri pomeriggio, mentre Lei non c'era. Le ho sistemate nella Sua stanza... Niente, niente, solo un pelo sulla giacca, professore. Mia moglie? Lavora. Fa la parrucchiera a due isolati da qui. Da donna, sì. Eh sì, si lavora tanto... Mia figlia? Studia ancora, professore. Sì, sì... riferisco, professore, riferisco. L'ascensore è arrivato. Anche a Lei... Buon lavoro, professore. Buongiorno, professore... Tiè, brutto sporcaccione. E' un grande avvocato il professore - se ne avessi bisogno un giorno, lui sarebbe il mio avvocato -, ma da un po' di anni è successo qualcosa nella sua mente. Il modo come guarda le ragazze... non parlo della sua segretaria, sua amante ufficiale. Sbava dietro a tutte. Figuriamoci, anche dietro la donna delle pulizie! E in ascensore, poi?! Fa anche dell'altro in ascensore. Tipo... Posso dirlo? No, è meglio di no. E va bene, lo dico! Scrive: "cazzo - figa, eterna rivalità". Io una volta ho cancellato le parolacce... e ho lasciato il resto perché mi piaceva. E' sceso lui mezz'ora dopo... Sono andato subito in ascensore e ... cosa vedo scritto? "Eterna rivalità" e sotto "cazzo - figa". Ma va là, va là, mente distorta. Ti spacco la faccia, ti spacco.
Oh, buongiorno, dottoressa. La manifestazione? Tutto bloccato? Questi pacifisti poi... Ma dico io: perché gli danno il permesso di fare le manifestazioni in centro? Per carità, non sono contro io, ma il disagio che recano ai cittadini, il traffico che va in tilt! T'immagini l'ambulanza che non arriva in pronto-soccorso perché bloccata dal traffico e il paziente che muore? Dico io, ma andate a San Siro a fare le vostre manifestazioni, se ci tenete tanto. Buona giornata anche a Lei, dottoressa. Buongiorno! Ragioniere, dove va ragioniere? E' tutto bloccato fuori... Alla manifestazione? Vorrei andare anch'io, ma non posso. Lo sa anche Lei che sono legato. A molti eventi di questa città purtroppo io non posso partecipare. Manifestare per la pace... non c'è cosa più nobile. Solo persone come Lei, ragioniere lo possono fare... Le fa onore. Buona manifestazione, ragioniere. Buona manifestazione!

Questa è una palazzina a cinque piani, tutti studi professionali, tranne le due famiglie dell'ultimo piano. Io faccio le pulizie nella maggior parte degli studi. No, non io. Mica posso fare io tutte quelle pulizie? Ho cinque extracomunitari che lavorano per me: filippini e sudamericani. Io tengo i rapporti, tesso le relazioni, molto importanti per me. E sono scattante, sportivo quando porto la posta, quando parcheggio le loro macchine, quando corro ad avvertirli del vigile che gli sta multando la macchina. Uguale per tutti gli impiegati, anche le semplici segretarie, come questa qui, per esempio, che è tornata indietro perché fuori piove.
Hai bisogno dell'ombrello, vero? Certo che ce l'ho. Si chiama Pietro, fa' il servizio e torna indietro... ha, ha. Ma sì, sì, vai tranquilla, ne ho un altro. Succede a tutti di dimenticare... ha, ha, ha. E' proprio stupida questa ragazza. Quando piove dimentica l'ombrello a casa, quando c'è bel tempo se lo porta dietro in ufficio. Proprio scema la ragazza!
Chi è che ha sporcato l'atrio? Ma porca miseria! Se lo becco gli taglio le dita, gli taglio. Perché io sono buono e caro, ma quando me le fanno girare divento una belva, divento. Signora! E' tornata allora? Così presto? Cos'è questo cane? Mastino, vero? Ma com'è bello, com'è carino. Ma no, signora, a me piacciono i cani. Sembra un agnellino. Tutto nero, si nota subito. Come si chiama? Benito? Ma che musone che hai, Benito. Ah, è di suo figlio, quello che vive a Vicenza. Non sapevo avesse un figlio a Vicenza, signora. Adolfo. E come sta Adolfo, signora? Non andavano d'accordo ultimamente? L'ha morso?! Non ci posso credere, così dolce, Benito. Ah, non è stato lui? Ah, è Adolfo che ha.... Quanto mi dispiace, signora! Benito! Oh no, Benito!!! Non si preoccupi, signora, vuole soltanto giocare. Benito! Ahi, mamma mia, Benito! Signora, aiuto, signora. Ahi. Signora, non si preoccupi, signora, non è niente, niente di grave, signora. Dio mio! Sono scampato per miracolo, Dio buono. Ma come si fa a chiamare un mastino Benito, cazzarola. Beh, nella disgrazia sono fortunato. Eh già, se fosse stato un pastore serbo di nome Milosevic mi avrebbe sbranato tutto. Sono veramente fortunato.

La giornata di lavoro è finita. I miei extracomunitari mi hanno appena consegnato le chiavi degli uffici. Mia figlia guarda la TV nell'altra stanza. Io e mia moglie abbiamo mangiato insieme. Anche stasera se l'è presa con me, perché sono ottuso e non sorrido mai. Vai a capire le donne. Le donne sono strane a volte... Io che non sorrido mai? Proprio io?

Buonasera, signori. Buonasera.