Casa Editrice
ALBALIBRI

Novità in libreria:



Racconto del Mese

Dal libro "La compagnia dei golosi" di Clirim Muca


Il parlamento fluttuante

Era da giorni che i deputati si erano riuniti per discutere la questione più importante: la divisione della torta al cioccolato. Una gigantesca torta ricoperta di glassa al cacao con su una rossa ciliegia candita troneggiava in mezzo al Parlamento. Le diverse fazioni litigavano perché il Presidente non tagliava le parti in egual misura. Con la scusa della maggioranza, si teneva più di tre quarti per il suo partito e per tutti gli altri lasciava il poco rimanente.
Come se non bastasse, quando andò a distribuire le porzioni, veniva tirato per la giacca dai suoi amici che gli ricordavano la sua promessa di un pezzo più grande. Uno lo tirava da un lato dicendo: "Non ti dimenticare il nostro patto!". E lui gli dava una fetta più grande.
Un altro lo tirava da un altro lato: "Presidente, Presidente, ricordati di tutte le merende che abbiamo rubato insieme da piccoli. Per tutte le merende della nostra infanzia, anche a me un pezzo di torta più grande." Il Presidente si commuoveva al ricordo di quei tempi passati spensierati e dava un pezzo meritevole al suo vecchio compagno di giochi.
Quando pensava di aver accontentato tutti i golosoni della sua parte e finalmente si accingeva a distribuire quel che rimaneva della torta ai golosoni avversari, si sentì tirato con forza, si voltò e una faccia truce gli disse: "A noi la ciliegia, prego, altrimenti parliamo e tu sei morto". "Sì, certo" rispondeva lui, "a voi darò la ciliegina, ve lo prometto, ma statemi vicini."
Tra il tira e molla successe che alla giacca del Presidente si strappò una tasca e ne volarono fuori tutte le raccomandazioni ricevute per un pezzo di torta più grande.
I suoi avversari si arrabbiarono molto, perchè questi metodi erano proibiti dal regolamento. Quando il Presidente andò a mettere una giacca nuova, questa pendeva dalla parte da dove l'avevano tirato per ultimo. Stranamente sembrava più piccolo di quel che era, perchè la giacca gli arrivava fino alle ginocchia.
Uno degli oppositori più accaniti del Presidente doveva prendere la sua parte di torta. Il regolamento del Parlamento dei golosi, in casi come questo, prevedeva un piccolo discorso di ringraziamento. Succedeva spesso che il discorso non fosse di ringraziamento, bensì di critica e allora scoppiava una rissa.
Tutti i parlamentari sapevano d'interpretare un ruolo preciso in quei momenti, la parte di una farsa scritta da altri nel passato.
Va detto che nel Parlamento era regola che, quando si trattava della spartizione della torta al cioccolato, anche agli avversari si lasciasse una fetta bella grossa, ma questo ormai non succedeva più da un bel po'. Il Presidente sollevò la fetta di torta per il suo avversario e quegli la prese con l'anima a pezzi: mai prima era toccata a nessuno una fetta così misera. Stava per scoppiare in lacrime, quando iniziò un discorso pieno di rabbia: "Colleghi golosoni, signor Presidente dei golosi, mai nella storia della Repubblica, dico mai, all'opposizione è spettata una fetta di torta piccola come questa.
La sfacciataggine del Presidente e di voi tutti che aspettate parole di ringraziamento è grande, ma io vi dico che voi siete i peggiori golosi mai visti prima. Volete tutta la torta per voi. Andate persino a rubare lo zucchero a velo... e ve lo mangiate di nascosto, persino nei bagni ve lo mangiate. Se vi chiedessi di rivoltare le vostre tasche si solleverebbe una nube di polvere bianca da non vedere niente. Per questo motivo la vostra torta non è neanche dolce, ma amara. E allora io dico: 'Signor Presidente, se la mangi lei questa torta disgustosa'.
E il misero pezzo di torta volò dritto in faccia al Presidente, che non fece in tempo a schivarlo. Il ministro più vicino al Presidente prese una bella fetta e la lanciò conto l'avversario, ma centrò un altro golosone, che a sua volta, non vedendoci più sia per la torta in faccia e sia per la rabbia, si lanciò su quel che rimaneva del dolce e come un forsennato iniziò a lanciare pezzetti di torta a destra e a manca, verso il Presidente, verso i ministri e vero chi poteva.
La guerra punica della torta ebbe inizio. I più golosoni di tutti prima colpivano con un pezzetto di torta e poi se ne riempivano le mani e in ritirata strategica, sotto i banchi, se la mangiavano beati. I commessi volevano mettere ordine, ma erano pochi e male organizzati.
Anch'essi finirono per diventare bersagli, loro malgrado: rincorrendosi, i golosoni più vigliacchi si nascondevano dietro di loro cosicchè la torta faceva capolinea sulla loro faccia.
In casi come questi tenere i nervi saldi era un'impresa da saldatori. Il ruolo di bersaglio certo non gli piaceva, purtroppo anche a loro toccava di prender parte alla guerra.
Le uniche a spassarsela furono le mosche. Non dovevano neanche volare verso la torta, erano le briciole di torta che volavano verso di loro. Qualcuna perse anche la vita schiacciata dal peso di un pezzo di glassa al cacao, ma sicuramente fu una morte dolcissima, come quella che di solito sognano le mosche.
Un commesso addetto all'ingresso, aiutò il Presidente ad alzarsi da terra e ripulendogli la faccia da panna e pan di Spagna gli disse: "Signor Presidente, stiamo volando". La notizia era interessante, una di quelle che mette a tacere tutti. Senza pensarci due volte il Presidente salì sulla teglia vuota della torta e gridò: "Golosoni, stiamo volando!". "Volando in che?" domandò una voce beffarda. "Stiamo volando... nei sondaggi.""Ma va là!" più di una voce si udì. "L'economia del paese vola" tirò ad indovinare il Presidente.
"Le solite bugie" dissero altri. "Vecchie come il mondo. L'unica novità è la faccia con cui le dici." In tanti risero. Il Presidente si guardò e notò lo stato in cui si trovava. Rivolgendosi al commesso chiese con che mezzo stavano volando. "Il Parlamento, signor Presidente... il Parlamento vola tra le nuvole." Voltandosi verso i Parlamentari il Presidente gridò: "Il Parlamento, noi... stiamo volando".

Eventi e
Appuntamenti 2011

Serate poetiche
alla Pensione Signorini

per tutta l'estate 2011, da giugno a settembre, l'albergo dei poeti, dove ogni stanza è dedicata a un grande poeta del passato, ospiterà nel suo giardino, per il quinto anno consecutivo, una serie di serate letterarie.
L'iniziativa realizzata in collaborazione con la Casa Editrice Albalibri, coinvolge già vari poeti e scrittori, ma molti altri si potranno aggiungere ai nomi già fissati. Non servono grandi risorse per fare cultura, servono idee e la volontà di realizzarle.

 Guarda l'intero programma 

19-20 febbraio, Modena: BUK-Festival della Piccola e Media Editoria presso il Foro Boario

19-20 marzo Lurago d'Erba (Co): Palazzo Comunale-Sala Consiliare (via Roma), Mostra E... QUI... LIBRI

25 marzo: La Valletta, Malta: Associazione dei Poeti Maltesi-Istituto Italiano di Cultura, Reading poetico con la partecipazione di Clirim Muca Alberto Figliolia

9-10 aprile: Carimate (Co): piazzette del Torchio-ex Scuderie Castello di Carimate, Fiera della Piccola Editoria favole dalla “Lezione del lombrico” e la fiaba “Le avventure di un mezzo gallo.” ("Da Esopo alla nonna Tushe", per i bambini di tutte le età) Alberto Figliolia , Ana Vicent presento I loro libri: “Poesie scelte” e “45 baci nell’acqua”

16-17 aprile Villafranca di Verona: Fiera del libro e di autori Linguafranca.

29 aprile Donoratico (Li): nell'ambito della manifestazione "Libri al sole" favole dalla “Lezione del lombrico” e ” Lo zoo della favola”

14-15 maggio Lainate: seconda manifestazione di "Libri al sole"

28 maggio Pontedera: a cura di Çlirim Muça e Alberto Figliolia gli allestimenti "Piovono versi" e "Il caffè poetico".

3- 4 giugno Fiera di Imperia: con “Indovinelli poetici” per la cittadinanza

18-19 giugno Fiera di Novi ligure

1-2-3 luglio Celle Ligure (Sv): Galleria Crocetta, Libri al sole

Appuntamenti anno 2010

Poesia del mese

A VOLTE LACRIMANO I SASSI

A volte lacrimano i sassi,
te ne sei mai accorto?
È quando la terra partorisce
umidità su sentieri battuti
dal vento, come la mia bocca
il pensiero di te.
Non darmi conforto, ma solo
saggezza, quella profumata
di sapone buono e muri a secco,
quella pallida che non conosce
cordogli, quella dove specchiare
tutti i miei pendii.
Altalenami l’anima, fai piovere
sabbia di deserto e polline
di datteri, che sia caldo e dolce
starti ad ascoltare davanti
una finestra aperta e un libro
di poesie mute.


da Il sospetto di vivere
di Lorella De Bon