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GRIDO Poesie di Çlirim Muça
Prefazione di Alberto Figliolia Copertina di Çlirim Muça © 2005 Albalibri editore 120 Pagine € 10,00 |
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Da oltre il mare... il Grido. Dai paesaggi dell'Albania a quelli universali dell'anima, dall'angoscia esistenziale di stile muchiano alla ricomposizione interiore, alla ricerca della serenità con i mezzi formali della poesia e l'inesinguibile senso di appartenenza alla comunità di coloro che vogliono lottare perché l'utopia, non più tale, sappia mutare il mondo. L'itinerario di Çlirim Muça è stato ricco e tortuoso, dal suo villaggio oltreadriatico alle strade di Milano, dalla clandestinità sociale alla ricerca dell'espressione letteraria più pura e cristallina. Alberto Figliolia La mia infanzia Come un treno d'altra epoca è passata la mia infanzia, avvolta nei vapori del tempo. Da me partono i binari che si perdono nel verde degli anni. Con un fazzoletto di ricordi sventolo i miei addii. Dove vai carico d'innocenza, o treno d'amore con due luci fatue? Ci rincontreremo all'ultima stazione, di nuovo insieme in un ultimo viaggio, verso l'eterno. Neanche un'esistenza La mia anima è come una città costruita sulle rovine, i muri antichi e i nuovi palazzi convivono. Non sono passate orde di barbari, soltanto brucianti passioni. Non sono trascorsi millenni, neanche un'esistenza e ho fatto e disfatto come s'addice all'uomo L'ultima luce Come nei pomeriggi d'autunno, con i raggi del sole fra le foglie dorate, mi siederò in giardino ad ascoltare il silenzio, a godere il tramonto, l'ultima luce della sera, prima dell'alzarsi del freddo vento, che mi trapasserà il cuore ingiallito, come una foglia che cade. Le tarme del tempo Sentire lo scricchiolio mentre regna indisturbata la notte, sogni e incubi scacciano il sonno, come un coniglio bianco nel buio più nero. Al cantar degli uccelli, all'infiammarsi del cielo, quando i raggi del sole irrompono sui tetti, scopri: le tarme del tempo hanno consumato le travi del pensiero. La mano tremula si riempie di polvere e pensi alla cattiva qualità della materia per scoprire, poi, che sono intaccate anche le travi portanti. Rimediare vorresti e infili un nuovo pensiero, ma il sole è passato dall'altra parte del cielo e t'incammini nella quiete del paesaggio, dove la luce muore all'imbrunire. Solo con la mia poesia Scrivo per arrivare ai cuori della gente e finisco per trovarmi solo. Né più amici per dividere la gioia, né più amore cui dedicare i versi. Mi sento una barca in tempesta, più cerco di raggiungere la riva, più le onde mi portano lontano. È questo il mio destino? Cerco d'abbracciare l'umanità e mi trovo solo con il mio desiderio. Se non scrivo soffro, più soffro e più scrivo. La mia poesia è un concentrato di dolore, che mi fa chinare verso la terra ogni giorno di più. Si scioglierà per sempre con me nella polvere. |