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ELENA TRA MITO E TRAGEDIA di Rosaria Sicignano
Prefazione di Çlirim Muça Copertina di Andros © 2005 Albalibri editore 150 Pagine € 9,00 |
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Sicuramente Elena è un libro che rapisce, per il suo stile scorrevole, per le sue anotazioni sapientemente raccolte dai più importanti autori che trattano dell'argomento. Un lavoro da certosini che ha richiesto anni di preparazione e che riserva nuove piacevoli scoperte anche al più erudito dei lettori. Çlirim Muça Premessa Personaggio singolare, sempre oscillante tra passione e rimorso, Elena attraversa la storia segnata dal marchio ambiguo della fatalità. Vittima o colpevole che sia è lei, essenza della femminilità, il prototipo della donna bella e "maledetta", divina nell'aspetto ma scandalosa nella condotta e causa di rovine, di lutti, di pianto. Nell'immaginario collettivo, modellatosi sull'auctoritas di Omero, Elena è l'origine della guerra di Troia, guerra per antonomasia, e la seduttrice la cui fama le vale un posto tra i lussuriosi nell'Inferno dantesco ; in realtà le tante varianti del suo mito suggeriscono un ritratto a più facce che dimostra come ella sia stata, per i Greci, qualcosa di più di una donna leggera della quale scrivere con la massima esaltazione o con altrettanta brutalità! Nel corso dei secoli la sua leggenda è stata oggetto di aggiunte, di assottigliamenti, di revisioni così radicali da produrre, accanto al già complesso racconto primitivo, innumerevoli altre versioni: da quella laconica, che perpetuava il ricordo della "divinità" di Elena, a quella omerica/ionica, cui per l'autorità di Omero ameranno affiancarsi molti poeti successivi, fino ad arrivare, attraverso la rivisitazione del mito da parte dei grandi tragediografi dell'antichità, alle interpretazioni letterarie, teatrali e cinematografiche del nostro tempo. Per gli antichi era naturale ritornare periodicamente sui propri miti; essi rappresentavano il patrimonio religioso e culturale dell'intero popolo e per tanti aspetti erano anche la sua storia, la storia dei suoi avi e delle sue divinità. Di miti erano intessute l'epopea (che se ne impadronì per il diletto dei suoi ascoltatori), la lirica corale (in cui il mito acquistò un significato in rapporto al vincitore celebrato e al paradigma da proporre), la tragedia (che attinse al mito per riflettere sui grandi temi della condizione umana, sollevando su di essi il dubbio), l'arte in tutte le sue più disparate manifestazioni… Tuttora il ricorso al mito è continuo e sistematico, ma non avviene più con lo stesso animo né mai per gli stessi motivi, assumendo aspetti e significati diversi secondo le esigenze dei tempi. Dunque, una donna sconvolge il mondo solo con la sua bellezza…e se Elena non fosse mai esistita o non fosse mai stata a Troia? E se il mito fosse solo un modo per oscurare un'altra realtà? O altre realtà? |