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DA OLTRE IL MARE Poesie di Çlirim Muça
Prefazione di Alberto Figliolia Copertina di Çlirim Muça © 2005 Albalibri editore 120 Pagine 10,00 |
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Da oltre il mare è una creazione letteraria di stupefacente e struggente bellezza formale con interrogativi eterni e dubbi che sorgono dalla macchina del vissuto, dall'ineluttabile corsa del tempo nel quotidiano, atti e verbi che rotolano nell'infinità dei nostri spazi e dimensioni interiori Alberto Figliolia Il clandestino Si leggeva la paura nei suoi occhi. Come una gazzella nella savana, era assalito dal suo destino. Salì su un camion pieno di carne macellata, la carne viva, da clandestino. In mano a gente senza scrupoli e scrupolose burocrazie, il viaggio. Il suo destino lo precedeva, effimero e incerto, come una nuvola di passaggio. I naufraghi Il volto bruciato dal sole hanno i naufraghi, gli occhi incavati. Vanno incontro al destino nella traversata. Il loro "SOS" è un grido nel vuoto, rivolto a un cielo spietato. Fra una preghiera e l'altra la falce della morte fa il suo lavoro. Chi si salva si sente rinato nella stessa valle di lacrime. Le luci della città straniera Le luci delle vetrine, le luci delle strade, le luci dei semafori, le luci delle macchine, ai quattro orizzonti luci! Mi abbaglieranno queste luci! Perché io sono diventato delicato e sensibile, perché io adesso ho spento ogni luce. Le luci della nostalgia, le luci dell'amore, le luci dei ricordi, buio, buio nel cuore. Ancora un po' e sarò accecato dalle luci della città straniera. Illegalità Mi fa tremare la sirena della macchina della polizia. Il mio passato? Una miseria. Mi sentivo sicuro come un tronco. Il mio presente? Foglie d'autunno davanti al fischio del vento. Il mio futuro? Oh, come mi fa tremare la sirena della macchina della polizia. Il rinnovo del permesso Il freddo ci pungeva senza pietà. Stavamo in piedi come cavalli, aspettando il nostro turno. L'unica inafferrabile bellezza, l'infiammarsi dell'Aurora, l'amore incondizionato del Sole. Mentre la città dormiva, noi, gli esclusi, la raccoglievamo nel cuore, spostando il peso da un piede all'altro, i sogni da una parte, i problemi dall'altra. La stanchezza vinceva su tutto. Il nostro dignitoso silenzio era umano, il trattamento a noi riservato, bestiale. Si aprì una porta, si distribuirono i numeri: "Voialtri tornate domani!" Si dimentica tutto nella vita, ma quell'infiammarsi dell'Aurora, non si dimenticherà facilmente. |