Collana: I Poeti Sommersi
Alberto Figliolia e Çlirim Muça
"Milano-Tirana senza ritorno"



Testo a fronte in albanese
Copertina di Andros
© 2005 Albalibri Editore
ISBN 8889618094
125 Pagine - € 9,00



Ogni uomo una storia,
L'amico vero una gloria.

Alberto Figliolia






Essere felici da soli è triste.

Çlirim Muça





Alberto Figliolia

Che importa morire

Che importa morire
se il mondo si salva:
i tuoi ricordi se ne andranno,
ma qualcosa d'essi resterà
nelle fibre degli alberi
che respirano, che hai sfiorato
con lo sguardo,
nella pioggia che ti ha bagnato
i capelli, nelle dita che da bimbo
una madre ti ha baciato.
Quando il vento leverà
il suo sospiro
e fra gole e valli correrà,
tu sarai la sua voce,
sarai il vento,
e con esso riderai,
con esso piangerai.


A te, Giordano

A te, Giordano, videro
anche il buco del culo
solo perché il Vero volevi;
colava il sangue
dalla mascella spaccata,
dal palato squarciato
macchiandoti
le vesti, le carni
e le unghie dei piedi
come biacca
il viso di geishe sapienti:
la Teofania
non è per tutti!


Le rose del cielo

Le rose del cielo
sono
petali di pensiero
che sfoglio
con le parole
del cuore


Çlirim Muça

I nostri sogni

In un giorno buio, nei nostri giorni bui,
in un bel giorno, nei nostri giorni raramente belli
noi sentimmo come cadevano i nostri sogni,
forse meraviglie del futuro.

Una mattina ci svegliammo così,
con gli occhi in lacrime e le mani a pugno,
con la testa appoggiata sulle nostre speranze,
così poche
che appena si appoggiano
una testa stanca e due occhi che piangono.


Il primo stipendio

Oh, i miei cari!
Adesso chiedetemi ciò che volete,
perché oggi io sono diventato ricco
e adesso posso comprarvi ogni cosa.


Tu, nipote, vuoi una bici
e tu, piccolina, sogni una bambola.
Io posso esaudire i vostri desideri,
posso farvi diventare per un po' felici,
portando un po' d'allegria
nei giorni della vostra tristezza.

Oh, i miei cari!
Adesso chiedetemi ciò che volete,
perché oggi sono diventato ricco,
anche se piango,
anche se l'anima ho a pezzi,
perché io sono il più povero,
perché a me mancate tutti.